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Dal libro: Viva Aloe di Roberto Romiti.
Intervista ad Antonia Venzo, intitolata: QUATTRO CHIACCHIERE CON MAMMA ALOE.
| Prima parte: Presentazione di Mamma Aloe |
Si chiama Antonia Venzo ed è fuori di dubbio la maggiore responsabile
dellesplosione del mercato dellAloe terapeutico in Italia.
È stata lei a lanciare Padre Romano Zago sul palcoscenico nazionale, sostenendolo e
finanziandolo nelle varie iniziative atte a far conoscere le virtù benefiche di questo
prodotto.
Era addirittura la sua unica referente per lEuropa, prima che il Padre cominciasse a
svolazzare di Aloe in Aloe, (...). Per me invece è stato importante capire chi ha dato a
questa normale signora cinquantenne, con multiple e gravi operazioni subite
sulla propria pelle, la Forza di combattere e rischiare la vita, praticamente da sola, per
far conoscere un prodotto in cui crede con tutta se stessa?
Di questo tipo di Forza mi occupo da alcuni decenni, perché è quella che ha trasformato
una piccola suora che raccattava lebbrosi in Madre Teresa di Calcutta; o, prima, ha fatto
sì che un prete-contadino (Don Giovanni Bosco) abbia dato vita al movimento mondiale dei
Salesiani o, ancora prima, ha permesso a un umile fraticello di diventare il San Francesco
che ancora influisce sui cuori sensibili dopo centinaia di anni!
Una Forza che non necessariamente è legata ad una religione, perché infiniti sono gli
esempi di uomini e donne che hanno creato imperi commerciali o mediatici partendo da
sottozero; ma, nel caso di Antonia, la fede ha un ruolo insostituibile e bisogna tenerne
conto. (...).
Tornando a Mamma Aloe, tutto comincia (come spesso succede e questo è un inizio tipico
per la nascita della Forza) con un fatto tragico: il marito Ernesto, agli inizi degli anni
90 si ammala gravemente di tumore.
Dopo aver tentato le strade ufficiali della medicina, inevitabilmente si passa a quelle
alternative. Un articolo su un giornale fa conoscere ad Antonia lesistenza di un
frate francescano brasiliano e della ricetta da lui consigliata a base di Aloe Arborescens
che, da secoli, gli indios di quelle terre usano per guarire molte malattie degenerative.
Rintracciato con difficoltà Padre Zago, riesce a farsi inviare il prodotto in questione
che, ironia della sorte, dopo due tentativi di spedizione andati a vuoto, le arriva
proprio il giorno in cui il marito lascia questa terra per altri compiti sicuramente più
divertenti e meno traumatici.
Alla prima occasione (e purtroppo oggi non mancano!) Antonia consegna una parte del
prodotto ad una dottoressa, la cui sorella soffriva dello stesso problema del marito, e
laltra parte ad un avvocato per la moglie.
I risultati sono subito più che confortanti, la voce si sparge rapidamente fino ad oggi,
in cui la ditta di Antonia, la Angel Ariel, è allavanguardia e leader nel mercato
legato allAloe del tipo Arborescens e allantica ricetta brasiliana.
Quando in precedenza ho detto che Antonia era sola nella sua battaglia, sono stato
impreciso perché, in realtà un potente e onnipresente alleato ce lha avuto fin
dallinizio di questa grande avventura, il figlio più piccolo dei tre: Matteo,
bambino con una maturità insolita per un cucciolo di pochi anni.
| Seconda parte: Intervista con Mamma Aloe |
Domanda: Come ti è venuto in mente di chiamare una ditta Angel Ariel? Risposta:
Una sera, mentre stavo pregando interiormente per avere una risposta sulla strada da
seguire, oltre che sul nome da dare alla ditta che doveva nascere, mio figlio, col suo
linguaggio da bambino, mi disse che si doveva chiamare Angel Ariel. Ariel è lAngelo
della Natura e il disegno dellAngelo, secondo le indicazioni di Matteo, avrebbe
dovuto formare un cuore con le ali e tenere fra le braccia un neonato, la Vita. La ditta
è nata il 5 marzo 1998 con il nome Linea Angel Ariel, indubbiamente insolito per una
ditta commerciale.
Domanda: Ti sei mai pentita?
Risposta: Dal 1993, anno in cui ho cominciato a vivere con
lAloe
un miliardo e mezzo di volte, anche se pentita non è la
parola giusta! Direi delusa; tantissime volte, soprattutto per motivi legati
ai rapporti umani. Spesso mi sembra che la gente goda di più a far la guerra, prendendo
spunto da motivi futili, presunti o inesistenti; figuriamoci poi quando ci sono delle
ragioni effettive! Prima che Ernesto venisse a mancare così, a soli 49 anni, gli ho fatto
la solenne promessa che avrei portato comunque avanti la ricerca che avevo cominciato per
lui, a favore delle persone che si trovano nelle sue condizioni, nel tentativo di dare
loro almeno una speranza!
Me lo ha chiesto lui e resto fedele a questa promessa.
Domanda: Dove prendi lAloe?
Risposta: Rispondo in modo generico, anche se la mia non è la formula
segreta della Nutella! Fin dallinizio ho puntato tutte le mie forze sullAloe
Arborescens e solo in un secondo momento, grazie alla Fondazione Raphael (principalmente
il mio pensiero va alla ricercatrice dott.sa Anna Tarantino e alloncologo prof.
Giuseppe Zora), che ha dimostrato che lArborescens ha una maggiore quantità di
principi attivi rispetto soprattutto al leader incontrastato del mercato mondiale: il tipo
Barbadebsis o Aloe Vera. Grazie alla Fondazione svizzera, anchio ho potuto avere la
conferma della qualità del mio lavoro, con i risultati pratici di molti casi di patologie
risolte utilizzando, tra gli altri, anche i nostri prodotti. Ma, soprattutto, e questo è
largomento del libro da te pubblicato, Aloe Arborescens, chiunque può riprodurre
queste cure e sperimentazioni.
Domanda: Nessun segreto?
Risposta: Noi non abbiamo segreti; lunico segreto è la qualità e,
oserei dire, le preghiere per la salute di tante persone e anche un po
egoisticamente per la nostra! Per rispondere alla domanda di prima, un po di
prodotto viene da terreni italici, ma la gran parte dal Brasile, la Spagna, la Grecia, la
Repubblica sudafricana, paesi dorigine dellAloe Arborescens. Ma sia chiaro una
volta per tutte che quello che conta, quando si ha a che fare con prodotti erboristici,
sono i principi attivi dellerba, o della pianta, o del frutto usati. Le foglie di
Arborescens troppo giovani o che crescono in un terreno povero di principi attivi non
serviranno a nulla, nonostante il nome!
Domanda: Credo di capire che tu sia molto contraria al cosiddetto fai da
te!
Risposta: Certamente! E non solo perché io vendo il prodotto finito e
confezionato.
E qui Mamma Aloe mi passa un articolo tratto da Natura e Benessere, a cura di
Giancarlo Bruschini, presidente dellACA (Associazione Culturale Aloe). Lo trascrivo
fedelmente:
«I rischi del fai da te
In questo periodo molte persone ci contattano per chiederci dove reperire la pianta e come
preparare il succo in casa. Erroneamente, esse pensano che essendo una pianta,
lAloe non possa far male
; e qui si sbagliano! LAloe, se priva di
Aloina, un amaro purgante, non comporta precauzioni duso ad eccezione di rarissimi
casi (almeno l1% delle persone) di allergia ad altri elementi contenuti nel succo.
LAloina, invece, una potente droga antrachinonica, è però presente in dosaggi
elevati e non si può escludere del tutto nel succo di Aloe fatto in casa,
rendendolo inadatto allautomedicazione. Infatti, essendo i meccanismi dazione
dellAloina ancora non ben conosciuti, se ne sconsiglia luso prolungato a dosi
elevate poiché può causare danni al colon, crampi addominali, nausea, vomito e diarrea e
colo-razione dellurina. Va inoltre detto che può essere abortiva in gravidanza.»
* Le erbe fanno bene. Se non fanno male. Roberto Romiti, B.I.S.
Domanda: Ovviamente, sono daccordo.* Quali sono le garanzie sui prodotti
dellAngel Ariel?
Risposta: Abbiamo un nostro Laboratorio autorizzato che, fin
dallinizio, ha sempre preparato i propri prodotti secondo il Metodo Angel Ariel,
curandone lintero ciclo di lavorazione. Per poter lavorare una pianta nel nostro
laboratorio occorre che essa abbia dai 5 anni in su! La selezione è ferrea e la qualità
di tutti i componenti è la più alta possibile.
Domanda: Nel mio primo libro sullAloe ho pubblicato la formula originale e
tradizionale della cosiddetta ricetta brasiliana, che mi è stato riferito che
ancora oggi si insegna in molte scuole. Qual è la differenza tra questa formula e quella
del Metodo Angel Ariel? (...)
Risposta: Nel tuo libro si legge che non esiste una formula standard, ma che nel
corso del tempo e delle esperienze dei singoli ricercatori, sono state apportate alcune
modifiche, anche se non sostanziali. Lo stesso Padre Zago afferma di aver fatto qualche
cambiamento, in seguito alla personale esperienza. Il Metodo Angel Ariel® prende spunto
dalla ricetta brasiliana, ma deve la sua messa a punto, come protocollo scientifico, alle
sperimentazioni fatte in campo medico non solo dallequipe della Fondazione Raphael,
ma anche da altri importanti Istituti di ricerca, quali ad esempio lUniversità di
Milano. Per non parlare dei risultati positivi che molti medici hanno ottenuto con i loro
pazienti. Se vuoi, potrai farne oggetto di un altro libro!
Domanda: Non mancherò! Così potremo girare il mondo in coppia: Mamma Aloe e
Mister Aloe! A parte gli scherzi, che cosa fa il tuo prodotto?
Risposta: Mi scapperebbe di dire: del bene! Ma sono obbligata a stare nel mio
ruolo. La Legge, non solo quella italiana, impone che non si possa dare attribuzioni
terapeutiche a prodotti che non siano stati regolarmente registrati come farmaci al
Ministero della Salute. Il mio prodotto base, lAloe Arborescens, è un alimento e,
pertanto, non si può dire che curi qualcosa, neppure un raffreddore! (...)
Come ho già detto, molti medici, biologi, Istituti di ricerca si sono occupati e si
occupano dei miei prodotti, perché sono convinti che possano migliorare la qualità della
vita delle persone e questo non può che farmi piacere, non solo dal punto di vista
economico, e darmi la forza per continuare. LAngel Ariel è una piccola azienda, che
però cerca di far conoscere a quante più persone possibili le virtù naturali
dellAloe Arborescens e i risultati di esperienze cliniche e di sperimentazioni
scientifiche e, naturalmente, io sono la prima tifosa dei miei prodotti, non certo perché
possa attribuire loro qualità terapeutiche, ma solo perché riporto le conclusioni di
autorevoli scienziati. (...)
Vuoi aggiungere qualcosa a questa chiacchierata?
Risposta: Sì, che sono aiutata in ditta dai miei figli più grandi, Dino
e Alessio, e dallaffetto e collaborazione di tanti amici e simpatizzanti. Il piccolo
Matteo è ormai un giovincello di 14 anni e, chissà, che un giorno
Per chi vuole
avere notizie e materiale illustrativo dei nostri prodotti può scrivere o telefonare (ore
ufficio) a:
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Hai qualche
domanda da rivolgermi? Scrivimi! |
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