G.Zora, Docente Università di Milano. Corso di Perfezionamento in Medicine Non Convenzionali  

Riassunto da  Lezioni tenute dal prof. Zora alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano, Corso di Perfezionamento in Medicine Non Convenzionali e Tecniche Complementari 

Il  Carcinoma dell’esofago ha un’incidenza di 3-4 casi per 100 mila abitanti. La più frequente sede è il 3° inferiore dell’esofago e la più probabile evoluzione è la stenosi del lume e l’infiltrazione degli organi più vicini. 

Vengono quindi descritti i sintomi iniziali e avanzati caratteristici della patologia. La diagnostica viene eseguita mediante Rx, Tac, RMN, Endoscopia con biopsia, PET preoperatoria. La patologia giunge spesso all’osservazione del medico tardivamente, quando ormai non è più praticabile l’intervento chirurgico. Che comunque rimane il presidio terapeutico primario.

Le terapie convenzionali proponibili, ma non sempre attuabili per le condizioni generali a volte compromesse, la presenza di fistole, la vastità della lesione, la diffusione a distanza, sono: RT + CT, CT + Chirurgia, Chirurgia + CT, RT, CT, Laserterapia (palliativa). 

Le più comuni Terapie Non Convenzionali utilizzate nel Cancro dell’esofago comprendono l’Omeopatia, la Fitoterapia, l’Immunoterapia Biologica, gli induttori di Apoptosi. Tutte possono espletare un ruolo importante nel mantenere la qualità di vita del paziente e quindi in taluni casi nel prolungare la sopravvivenza.

I Fitoterapici che maggiormente possono supportare il paziente includono le alghe unicellulari (Spirulina, Scenedesmus, Clorella), l’Aloe arborescens senza alcool (METODO ANGEL ARIEL), alcuni funghi (Grifola frondosa, Agaricus blazei, Ganoderma lucidum), i Lipopolisaccaridi in diluizione omeopatica, l’acido all-trans retinoico, l’alfa-tocoferolo acetato. Per ciascun elemento viene analizzato il tipo di azione, la posologia idonea, la via di somministrazione, gli esami ematochimici da valutare.

Tratto da giuseppezora.com